In questi giorni mi sono voluta dedicare a una lettura spensierata e ho estratto dalla mia libreria Le diecimila porte di January, di Alix E. Harrow, edito Mondadori. Inizialmente non avevo intenzione di scriverne una recensione sul blog, ma più andavo avanti, più trovavo questa storia intensa e sorprendente. Quindi, eccomi qui.

Siamo nel 1901. January è una bambina di sette anni che vive nel Vermont sotto la protezione del ricco signor Locke. Quest’ultimo non solo si prende cura di lei, ma cerca in tutti i modi di trasformarla in una giovane signora. Le impartisce lezioni di comportamento, segue i suoi studi accademici, ma soprattutto la punisce di continuo per atteggiamenti tipici di qualunque ragazzina della sua età, ma non ritenuti adeguati a un’aristocratica. Durante uno dei suoi vagabondaggi, January si imbatte in una porta misteriosa: dietro di essa intravede un mondo diverso, parallelo al nostro, di cui riesce ad assaporare soltanto colori e profumi prima di tornare a casa. Da quel momento nella sua vita cominciano ad accadere stranezze: Locke custodisce segreti che lei non riesce a comprendere del tutto, il padre appare ogni volta più enigmatico al ritorno dai suoi viaggi e lei stessa scopre di avere un dono straordinario: ciò che scrive sembra diventare realtà. A completare il quadro, January trova un libro misterioso in cui è narrata una storia che presenta inquietanti somiglianze con la propria vita. Chi è l’autore di quel manoscritto? Quali segreti nasconde Locke? La porta che aveva visto era reale o soltanto frutto di fantasia? Alla ricerca di risposte, January intraprenderà un lungo viaggio che la condurrà ben oltre i confini del suo mondo.
Ovviamente non esiste il concetto di “donna caduta in disgrazia”, a meno che non parliamo di una donna che è da poco scivolata sulle scale. Uno degli elementi più difficili di questo mondo è il fatto che le sue regole sociali sono simultaneamente rigide e arbitrarie. È intollerabile che ci si dediche all’amore fisico prima del matrimonio legalmente vincolante, a meno che non si tratti di un uomo giovane e benestante. Gli uomini devono essere coraggiosi e risoluti, ma solo se hanno la pelle chiara. Chiunque può innamorarsi a prescindere dalla posizione, ma solo se parliamo di un uomo e di una donna. Vi esorto a non condurre la vostra vita entro confini tanto manchevoli, miei cari. Dopotutto ci sono altri mondi.
La mia opinione
Ciò che mi è piaciuto maggiormente di questo libro è la sua struttura narrativa. Dalla trama sembra semplicemente la storia di January e delle sue capacità di “navigante dei mondi”, ma in realtà c’è molto di più: un libro nel libro, che custodisce a sua volta una vera storia d’amore. Di solito non amo i romanzi che interrompono la narrazione con lettere o documenti (un espediente oggi molto in voga), ma in questo caso l’ho trovato perfettamente riuscito. Non è una storia d’amore banale o sdolcinata, bensì un intreccio appassionante e avventuroso.
Quelli tra voi che hanno una familiarità meno occasionale con i libri – quelli che passano i pomeriggi liberi in librerie ammuffite, facendo carezze dolci e furtive al dorso dei titoli che conoscono – capiranno che far scorrere le pagine è un elemento essenziale del processo tramite cui ci si presenta a un libro nuovo. Non si tratta di leggere le parole, ma di leggere l’odore che emana dalle pagine in una nuvola di polvere e cellulosa. Potrebbe essere un odore ricco e ben rilegato, o l’odore di carta velina e stampe bicolori sbavate, o di cinquant’anni passati nella casa di un vecchio fumatore di sigari che quel libro non l’ha mai aperto. I libri odorano di brividi da due soldi o di ricerche scrupolose, di peso letterario o misteri irrisolti.
Un altro aspetto che solitamente mi convince poco è la fusione tra realtà e finzione: preferisco i mondi interamente fantasy a quelli ibridi. Eppure qui la parte fantastica è costruita benissimo, l’autrice è riuscita a fondere le diverse realtà senza risultare mai fuori luogo. Molto bello anche il richiamo che fa al periodo storico che stiamo vivendo, dove sentiamo continuamente parlare di confini, di muri e di razze. Mi piace il messaggio che cerca di veicolare, ovvero che la bellezza sta proprio nel mescolarci, nel trasmetterci le nostre usanze e le nostre abitudini senza che uno dei due lati sia costretto poi a farle proprie. Come si dice spesso, “il mondo è bello perché è vario“, e anch’io la penso in questo modo.
Se non mi conosci e hai trovato questo libro per caso – magari a marcire in un mucchio di spazzatura o chiuso a chiave in un polveroso baule da viaggio, oppure pubblicato da qualche piccola casa editrice ignara ed erroneamente etichettato come “narrativa” – spero, nel nome di tutti gli dei, che tu abbia il fegato di fare ciò che va fatto. Spero che troverai le fessure nel mondo e le renderai più ampie, in modo da lasciar passare la luce in altri soli; spero che manterrai il mondo turbolento, caotico e pieno di strane magie; spero che correrai attraverso ogni Porta aperta e racconterai le tue storie al ritorno.
👉 Insomma, per me è un libro promosso sotto tutti i punti di vista e adatto a un pubblico di tutte le età, dai più giovani agli adulti. Ometto volontariamente dei dettagli sullo stile di scrittura, perché lo scopo di questo blog non è la distruzione dei libri, ma consigliarvi quelli che ho amato. Tutto ciò che recensisco è scritto benissimo, altrimenti non ve ne parlerei 🙂
Letture collegate
Leggendo questo romanzo mi sono venuti in mente almeno altri due libri che, per un motivo o per l’altro, possono essere collegati a Le diecimila porte di January.

1️⃣ Mondo d’inchiostro – Cornelia Funke (Mondadori)
Si tratta di una trilogia acquistabile sia separatamente che in versione integrale. Alla base della storia troviamo un concetto molto simile a quello vissuto da January: una ragazza di nome Meggie scopre che suo padre, Mortimer, ha il potere di far uscire i personaggi dai libri semplicemente leggendo ad alta voce. Proprio per questa sua capacità, Mortimer viene soprannominato “Lingua di Fata”. È chiaro che, insieme ai grandi eroi dei romanzi, possano uscire anche i grandi cattivi… vi lascio immaginare cosa sia accaduto quando Mo ha liberato qualcuno di troppo dalle pagine.
🎬 Da questa trilogia è stato tratto anche un film del 2008, che sorprendentemente è piacevole quanto il libro (evento raro!). Forse sono di parte, perché Mortimer è interpretato da uno dei miei attori preferiti, Brendan Fraser, ma vi consiglio davvero di recuperarlo.
I libri erano l’unica realtà dove esistessero la compassione, il conforto, la felicità… e l’amore. I libri amavano tutti coloro che li aprivano, offrivano protezione e amicizia senza pretendere nulla in cambio. Non ti abbandonavano mai, nemmeno quando li maltrattavi.
2️⃣ Half a Soul – Olivia Atwater
La somiglianza qui è soprattutto con la protagonista. Anche in questo caso abbiamo una giovane ragazza aristocratica, Dora, che ricorda molto January. La sua particolarità deriva da una maledizione di un fae, che le ha rubato metà dell’anima. Questo la rende incapace di provare sentimenti profondi, esponendola a continue difficoltà sociali e al rischio di rimanere per sempre “una vecchia zitella”. Del resto, chi vorrebbe sposare una donna fredda come il ghiaccio? La svolta arriva grazie all’incontro con il Lord Sorcier d’Inghilterra, che le farà intravedere la possibilità di “guarire dalla sua condizione” e cambiare il suo destino.
Anche questo è un romanzo che ho inizialmente etichettato come “per ragazzi”, ma che in realtà si è rivelato molto adatto anche a un pubblico adulto, proprio come Le diecimila porte di January.

Ci sono tanti pesci sulla spiaggia che sarebbero grati per un po’ di gentilezza – e se ti prendi il tempo di salvarne anche solo uno, forse potrai convincere un astante a unirsi a te e salvarne un altro
📚 Prima di concludere, voglio ricordare che Le diecimila porte di January è il romanzo d’esordio di Alix E. Harrow, che le è valso nomination e premi prestigiosi come il Premio Hugo, il Premio Nebula e il Premio World Fantasy. Il suo secondo romanzo, Le streghe in eterno, ha vinto il Premio British Fantasy nel 2021 ed è stato finalista ai premi Hugo, Nebula, Locus e World Fantasy nel 2020. Non l’ho ancora letto, ma probabilmente lo farò!
