Copertina

La gang dei sogni – Luca di Fulvio

Oggi voglio parlarvi di un libro che oltre ad essere uno dei più belli che ho letto quest’anno (ovviamente consiglio della mia libraia del cuore), gode anche di una storia editoriale molto particolare che dovrebbe farci riflettere.

Ma partiamo dal principio!

Copertina

La gang dei sogni narra le vicende straordinarie di Natale e di sua madre Concetta. A soli sedici anni, Cetta rimane incinta in seguito a una violenza sessuale e decide di abbandonare l’Aspromonte per cercare fortuna in America, armata soltanto della propria determinazione e del desiderio di offrire al figlioletto di appena sei mesi una vita migliore della sua.

Dopo un lungo viaggio in nave, giungono nella Manhattan degli anni ’20 e si stabiliscono nel ghetto italiano del Lower East Side, dove Christmas – così battezzato al momento del suo sbarco nel Nuovo Mondo – inizia a crescere e a fantasticare sul proprio futuro. Un futuro che lo porterà a stretto contatto con realtà violente, con la povertà estrema, ma anche con l’amore.

Conoscerà, infatti, Ruth, una bambina che segnerà la sua intera esistenza e che guiderà, nel bene o nel male, tutte le sue azioni (potete leggere la trama originale sul sito di HarperCollins).

E per la prima volta da quando l’aveva incontrato si sentì pervadere da una incontrollabile, pericolosissima felicità. Che la terrorizzava. Che la soffocava. Che le toglieva il respiro. Che la schiacciava. Che la riempiva. Che la lacerava. Che la faceva a pezzi. Come un fiume in piena, come una tempesta di respiri.

La mia opinione

Ciò che ho apprezzato di più de La gang dei sogni è il messaggio di speranza che lo attraversa dall’inizio alla fine. Non importa quanta violenza i personaggi siano costretti a subire, quante sconfitte o tradimenti incontrino: si rialzano sempre e non smettono di credere in un mondo migliore. Christmas è un protagonista straordinario, un’esplosione di energia capace di trascinare con sé chiunque lo circondi. La madre Cetta, il “non-padre” Sal e la piccola Ruth non possono fare altro che pendere dalle labbra di questo giovane che non rinuncia mai ai propri sogni.

Ma i loro occhi erano allacciati. E in quegli sguardi velati dalle lacrime ci furono più parole di quante avrebbero potuto dire, più verità di quante avrebbero potuto ammettere, più amore di quanto avrebbero potuto mostrare. E c’era più dolore di quanto fossero capaci di sopportare.

La scrittura è semplice ma potente, capace di trasmettere con immediatezza le emozioni che travolgono i personaggi. È un libro commovente – preparate i fazzoletti – ma anche divertente e pieno di ottimismo. Nonostante la lunghezza (circa 700 pagine), non l’ho trovato mai noioso: l’autore non scrive mai per riempire spazi vuoti o allungare la storia, ma costruisce capitolo dopo capitolo un intreccio che stimola la curiosità e genera attese sempre nuove.

Il senso. Era questo che aveva cercato. Dare un senso alla vita. Renderla meno casuale. Era questa la perfezione, non il successo, non la riuscita, non il coronamento di un sogno o di un’ambizione, ma il senso.

Insomma, il mio è un amore a tutto tondo e non posso fare altro che consigliarvi questo libro straordinario.

Un caso editoriale…strano!

Vi ho accennato a una storia particolare riguardo alla La gang dei sogni e più in generale questo autore: ebbene, lasciate che ve la illustri.

Luca di Fulvio – ahimè scomparso il 31 maggio 2023 – fu scrittore e uomo di teatro, come si percepisce dalle descrizioni vivide e dinamiche che caratterizzano i suoi romanzi e dal modo in cui costruiva le scene. Pur avendo pubblicato diversi titoli, in Italia la sua scrittura non sembrava entusiasmare il grande pubblico, tant’è che ancora oggi molti non conoscono questo autore.

Ma all’estero la storia fu diversa.

In Germania, La gang dei sogni divenne un vero fenomeno editoriale: se in Italia vendette circa 100.000 copie – un traguardo comunque notevole – in Germania superò 1,4 milioni di copie nella traduzione tedesca. La Francia, impressionata da tali risultati, chiese alla Mondadori di poter acquisire i diritti del libro e, dopo lunghe trattative, ci riuscì. Il risultato? Luca di Fulvio divenne amatissimo in Francia e in Germania, dove i suoi romanzi, scritti in italiano, venivano tradotti e pubblicati con grande successo. Paradossalmente, l’Italia dovette poi riacquistare i diritti di questi libri per poterli pubblicare, perdendo così l’ennesima occasione di valorizzare un talento nazionale. Luca, come amava dire lui stesso, fu “adottato” dalla Francia, dove presentò il suo ultimo libro, Mamma Roma, prima di ritirarsi dalle scene a causa della SLA.

Mentre si avviava verso l’uscita degli studi, lungo i viali indaffarati e produttivi dell’industria di Hollywood, Christmas si lasciò pervadere dalla stessa ebbrezza provata nello scrivere: l’immaginare personaggi, il plasmarli per poi vederli emergere vivi e quasi indipendenti dall’autore. Ripensò agli occhi di sua madre, a come brillavano quando gli parlava del teatro.

Vi lascio con questo bellissimo video di un’intervista a Luca di Fulvio, in cui parla sia della sua carriera sia de La gang dei sogni. Non ho ancora letto altri romanzi di questo autore, ma sono curiosa di sapere cosa ne pensate delle sue altre opere: fatemi sapere nei commenti! 😊


5,0 / 5
Grazie per aver votato!
Lascia un Commento

Commenti

Non sono ancora presenti dei commenti. Perché non inizi tu?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *